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Ritorno brevemente sui sentieri dei nostri boschi destinati a MTB/PEDONI per far notare che la soluzione individuata dall’Amministrazione di Lanzo è assolutamente pericolosa e a rigor di logica impercorribile.

E di ieri la notizia di un incidente di un biker al Caslè riportata dalla Provincia:

“Massiccia mobilitazione di soccorritori alle 17.30 in zona Caslè, al confine tra Lanzo e Ramponio, per un sessantenne del posto che durante una discesa in bici ha centrato – secondo quanto si è appreso – un albero. Da lì la richiesta di soccorso e l’intervento dei tecnici della stazione Lario-Occidentale e Ceresio del Soccorso alpino e con loro dei vigili del fuoco del Distaccamento di San Fedele con il colleghi del Saf e l’ambulanza della Croce Rossa di Menaggio.

I soccorsi sono stati allertati in “codice giallo” (media gravità). Allertato anche l’elisoccorso del 118. L’uomo, che lamentava alcuni traumi (tra cui uno piuttosto importante ad una caviglia), è stato immobilizzato e trasportato con la barella dal Soccorso alpino all’esterno dell’area boschiva in cui si trovava e di lì verso l’ambulanza. L’intervento si è protratto per oltre due ore, data l’area di intervento particolarmente impervia.”

Ma veramente pensate che chi va in MTB si fermi per lasciar passare i pedoni? Anche se avesse intenzione di farlo, e non è detto, non gli sarebbe consentito dalla velocità e dal terreno impervio. Con un po’ di sano realismo si comprende chiaramente che pedoni e MTB non possono convivere se si vogliono prevenire incidenti.

Manuela Valletti

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