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Marta Fascina

Di certo si parlerà ancora di Silvio Berlusconi e non per le sue gesta. Anche lui come molti comuni mortali potrebbe subire l’impugnazio del suo ultimo scritto da parte dei figli.

Lo faranno? Per ora non è dato sapere, ma i bilanci di Fininvest non paiono essere così floridi e i progetti futuri forse non così facilmente realizzabili in assenza di molti denari e di un largo consenso politico ( questo spiegherebbe l’apertura dei palinsesti Mediaset allo squadrone sinistroide). Poi ci sono i 100 milioni di debiti di Forza Italia, chi li ripianerà ?

Ma veniamo al testamento.

Sulle ultime volontà di Silvio Berlusconi pende la spada di Damocle di “cinque anomalie”, ristrette tuttavia al terzo documento che compone il testamento del fondatore di Forza Italia. Parliamo di quello autografo che prevede i lasciti di 100 milioni di euro a Marta Fascina e al fratello Paolo Berlusconi, e di 30 a Marcello Dell’Utri. Come anticipato ieri da Dagospia, c’è il caso della “condizione sospensiva” che renderebbe il legato impugnabile. Oggi il Corriere della sera ne aggiunge altri quattro.

Il foglio è stato consegnato da Fascina al notaio Arrigo Roveda il 5 luglio ed è stato registrato e pubblicato come “Testamento olografo”. È lo stesso Berlusconi a scrivere a mano: è il gennaio 2022 e sta per ricoverarsi al San Raffaele di Milano. Il primo punto critico è che manca il nome del quinto figlio Luigi. “Forse si tratta semplicemente di una dimenticanza. Il Cavaliere era in precarie condizioni di salute”, si legge nell’articolo che in via del tutto ipotetica spiega che Luigi “potrebbe cogliere la palla al balzo e non contribuire ai 230 milioni” o usare l’anomalia per negoziare. Il secondo dettaglio è il nome del secondo figlio che è Pier Silvio, non Piersilvio come scritto dal Cav. Poi c’è la “condizione sospensiva” a cui si faceva riferimento in precedenza.

Il Cav scrive “Se non dovessi tornare…”, ma quel ricovero si è concluso con il ritorno a casa. “Secondo vari pareri legali si tratta di una condizione sospensiva: la volontà di Berlusconi è chiaramente subordinata al verificarsi dell’evento futuro e incerto (la morte in ospedale). Il rientro a casa avrebbe reso inefficaci quelle disposizioni. E dunque il legato per 230 milioni potrebbe essere messo in discussione”, scrive il Corriere. Se questo avverrà, lo scopriremo col tempo. Ma parlavamo di cinque anomalie. Una di quelle restanti sono i 100 milioni a Paolo Berlusconi, contenuti in un atto del 5 ottobre 2020. Il dubbio qui è se si tratta di un lascito aggiuntivo. L’ultimo aspetto da considerare è che il documento al ritorno dall’ospedale del Cavaliere non è stato consegnato al notaio Roveda come gli altri. Tuttavia, dalla famiglia trapela unità e compattezza e colpi di scena in questo contesto al momento sono improbabili.

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