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Il maggiociondolo

Il 1 Maggio, oltre che Festa del Lavoro, è anche Calendimaggio
“Il mese di Maggio era un mese di festa, dai primi giorni fino alla fine del mese si festeggiava la Primavera. Per la festa di Calendimaggio le fanciulle festeggiavano l’aria primaverile con abiti dai colori tenui e delicati come i fiori sugli alberi e vi era l’usanza di indossare abiti verdi come i germogli degli alberi in fiore, rappresentando la rinascita della natura; i maggianti o maggerini cantavano strofe benauguranti agli abitanti del paese. Simbolo della rinascita primaverile sono gli alberi come l’ontano e il maggiociondolo che accompagnavano i maggerini, e i fiori come le viole e le rose con i quali i partecipanti si ornavano e davano in dono (come nell’immagine, al primo livello, una donna regala una ghirlanda di fiori all’uomo).
Oltre ai fiori, in particolare la pianta dell’ontano era considerata il simbolo della vita; i giovani si avventuravano nei i boschi anche di notte per raccogliere foglie, rametti e fiori (come nell’immagine, al secondo livello, due giovani si trovano tra i fiori). Festeggiavano cantando, tenendo in mano gabbiette di paglia dalle quali si sentiva il frinire delle cicale che accompagnava i loro canti.
Il verde brillante dei germogli rappresentava la rinascita della natura e della vita (come nell’immagine, al terzo livello, l’acqua scorre fresca da una fontana); un colore difficile da indossare quanto da ottenere in tintura, famoso tra il XIV e il XV secolo quello di Lucca. Si diceva “Chi di verde è vestita, molto di sua beltà si fida”.

Angela Turola

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