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Giungono copiose in redazione le segnalazione di massivi tagli di alberi in Alta Valle Intelvi.

Non è la prima volta che il nostro giornale si occupa della questione. Forse perché veniamo da Milano, dove il patrimonio verde scarseggia e dove per tagliare gli alberi anche se di proprietà di privati, occorrono diverse autorizzazioni e sopralluoghi, quando assistiamo a questi scempi ci domandiamo sempre come si possa depauperare la ricchezza boschiva della valle in modo tanto massiccio.

Se si pensa poi che per riavere alberi così alti da creare fitti boschi, occorreranno almeno una ventina d’ anni, questi tagli diventano azioni inconcepibile, un accanimento contro la natura e la declamata “valle di smeraldo” .

Macchine e cavi di acciaio: molto organizzati

Vi postiamo alcune foto di un luogo che si trova difronte all’area di atterraggio dell’elicottero, non sappiamo se l’area sia pubblica o privata e se chi sta tagliando sia lo stesso che ha distrutto un versante della Sighignola con il beneplacito di agronomi, due anni or sono, quello che sappiamo è che alcuni abitanti di Alta Valle si sono mobilitati con una petizione e una raccolta di firme per far cessare tutti i tagli in Alta Valle.

Si sente la mancanza dei forestali, di un corpo specializzato che abbia veramente a cuore l’ambiente e abbia anche le conoscenze e competenze tali per intervenire in casi come questo, se non altro per verificare che l’azione sia legittima e consona con i regolamenti vigenti e con la tutela del territorio.

Manuela Valletti

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