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Per i treni regionali dal settembre 2022 l’aumento era stato pari al 4%, dal settembre del 2023 per via degli standard e dei ritardi accumulati la percentuale massimo dell’adeguamento è la medesima. Vuol dire che l’anno scorso un’andata da Como lago a Milano Cadorna è passata da 4,8 euro a 5 euro e che stando a quanto deliberato passerà a 5,2 euro. Il mensile Io viaggio Ovunque valido per la provincia di Como costava 76 euro, oggi si compra a 78 e domani costerà 81 euro. Un settimanale da Como Borghi verso il capoluogo regionale è passato da 23 a 24 euro e da settembre costerà 25. Il mensile da 81 a 84 e stando al nuovo balzo a 88 euro. Gli altri trasporti subiscono rincari pari al 4,8%.

Per la funicolare a fine anno i gestori di Atm hanno fatto scattare l’aumento della corsa singola da 3,1 euro a 3,3 euro e ora sono chiamati a registrare il nuovo ritocco, il biglietto quindi dovrebbe costare 3,4. L’andata e ritorno è passata da 5,7 euro a 6,1 e ora si attesterà a 6,4 euro. Il mensile è già salito da 36 a 39 e da settembre arriverà a 40 euro.

Per i bus il biglietto singolo urbano non dovrebbe aumentare, sale invece di dieci centesimi l’urbano da novanta minuti, come pure il giornaliero. Il balzello è di un euro e mezzo per il carnet da undici. Ma a parte le corse semplici gli aumenti più pesanti come ovvio si vedono sugli abbonamenti. Per avere un’idea un mensile dal Canturino da novembre 2022 era passato da 54 euro agli attuali 58, con un passaggio atteso a 61 euro. La mazzata più forte riguarda forse gli studenti. L’annuale urbano per gli alunni è già limato grazie alla convenzione con il Comune che versa un finanziamento per i soli residenti. Questo abbonamento comunque era salito da 220 a 241 euro e ora potrebbe passare a 251 euro. In due anni è un rincaro pari a poco più del 14%.

Il costo grava sui bilanci delle famiglie e va peggio a chi abita in provincia. L’Agenzia del trasporto pubblico locale settimana prossima si riunirà per concentrarsi sugli adeguamenti dei prezzi e studiare misure per calmierare gli aumenti. L’obiettivo è tutelare anzitutto gli studenti.

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