Blu Economy

La crisi economica e quella ambientale sono due facce della stesa medaglia.     La preferenza per il presente e il deprezzamento per il futuro sono al centro del loro perverso funzionamento.    Il modello economico e  di sviluppo, che hanno dominato i decenni scorsi, mostrano ormai la loro debolezza.     Da un sistema che non è stato in grado di mantenere il benessere per tutti e, nel contempo, ha introdotto nell’ambiente tanti e tali inquinanti da rendere pericoloso bere acqua senza depurare e respirare quando non piove, possono però scaturire nuove idee e opportunità di lavoro e innovazione.     L’essere finalmente parte consapevole dell’ ecosistema Terra, consentirà l’accesso a molte più materie prime locali  a più basso costo di quanto sia possibile immaginare, creando nuova occupazione diffusa ma finalmente rispettosa dell’ambiente e della dignità delle persone.       

L’innovazione passa necessariamente da una attenta osservazione della natura e dei suoi processi.  Fino ad oggi l’uomo si è impossessato dei beni naturali, distruggendo e inquinando.   La dignità dell’uomo spesso calpestata in nome di un profitto e di un sistema economico /industriale medioevale, la produzioni di scarti e rifiuti tossici, sono tutti segni di un decadimento culturale ed etico preoccupante. 

Il rispetto del territorio, l’economia della conoscenza, l’osservazione della natura e della sua capacità di integrare biologia, chimica, fisica, in sistemi circolari che non producono rifiuti, sono i cardini che devono caratterizzare l’economia dei giorni nostri e del prossimo futuro.     Errore gravissimo pensare che non è possibile produrre senza inquinare!      Dipendiamo dalle risorse naturali, perciò è criminale distruggere l’ambiente per un falso ed effimero beneficio economico a vantaggio di pochi.      Distruggiamo foreste per produrre oli a bassissimo costo per le industrie e ad altissimo costo per ambiente e salute delle persone.   Inquiniamo, spesso irrimediabilmente, il mare fonte di vita per il pianeta, per estrarre petrolio e gas  senza perseguire seriamente le molte alternative ai combustibili fossili.   Governi e petrolieri liquidano il problema affermando che le fonti alternative non sarebbero in grado di garantire un futuro energetico, ma non è così.   Stiamo solo aspettando di non avere più petrolio per dedicarci alle reali e possibili alternative.   Osserviamo la natura,ogni giorno è in grado di produrre, in modo pulito, quello che l’uomo non è neppure in grado di concepire.     Per uscire dallo stallo economico ed ambientale sarà fondamentale guardare alle tecnologie ispirate dal funzionamento della natura.        

Remo Carlo Egardi

Biologo

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