Dopo l’incontro di ieri sera, 21 ottobre, il futuro dell’ospedale Erba-Renaldi di Menaggio resta ancora senza risposte certe. Al termine dell’assemblea,il Comitato per la Difesa dell’Ospedale di Menaggioe della sanità pubblica ha consegnato in forma cartacea due lettere, successivamente trasmesse ufficialmente via PEC, per mettere nero su bianco le questioni ancora aperte e chiedere alle istituzioni competenti risposte chiare, impegni concreti e tempi verificabili.
Al centro della questione non c’è soltanto la difficoltà di reperire medici e infermieri, ma anche la necessità di definire quale modello ospedaliero si intenda realizzare a Menaggio, quali servizi garantire e quali decisioni siano ancora necessarie per assicurare il futuro della struttura.
Le richieste ad ASST Lariana e ai rappresentanti del territorio
Nella prima lettera, indirizzata al direttore generale di ASST Lariana, Luca Filippo Maria Stucchi, e al presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Medio Lario, Michele Spaggiari, il Comitato chiede innanzitutto se esista, o sia in fase di elaborazione, una proposta tecnico-organizzativa per garantire le funzioni ospedaliere per acuti.
In caso affermativo, si chiede di conoscerne i contenuti e i tempi di presentazione alla Regione e al territorio. In caso contrario, il Comitato vuole sapere quali decisioni manchino, chi debba assumerle e quando sarà possibile disporre di un progetto concreto.
Vengono inoltre richiesti chiarimenti sulla situazione attuale dei servizi, sulla continuità del Pronto soccorso, sulle carenze di personale e sulle possibili collaborazioni con altri ospedali pubblici. Un punto fondamentale riguarda la distinzione tra le decisioni di competenza di ASST Lariana e quelle che richiedono indirizzi, autorizzazioni o risorse da parte di Regione Lombardia.
Il Comitato sollecita anche un calendario preciso degli interventi, dalle misure immediate per garantire i servizi essenziali fino alle successive tappe di attuazione e verifica. Per le risposte scritte viene proposto il 6 novembre 2026, oppure una diversa data certa e motivata.
La seconda lettera: impegni precisi al tavolo regionale
La seconda comunicazione è rivolta al presidente e all’Assemblea dei Sindaci del Distretto Medio Lario. La richiesta è che il prossimo confronto regionale, previsto per i primi giorni di novembre, non si limiti a un aggiornamento generico, ma affronti in modo distinto due questioni strettamente collegate: il reperimento del personale necessario e la definizione del modello organizzativo e assistenziale per le funzioni ospedaliere per acuti.
Il Comitato chiedeai rappresentanti del territorio di portare al tavolo regionale domande precise sul futuro dell’ospedale, sulle garanzie per il Pronto soccorso e gli altri servizi essenziali, sulle risorse necessarie e sulle decisioni ancora da assumere.
Ai rappresentanti dei sindaci viene inoltre chiesto di ottenere risposte documentate, distinguendo gli impegni già assunti dalle ipotesi ancora da verificare, e di riferire successivamente gli esiti dell’incontro sia all’Assemblea sia al Comitato.
Qualora non fosse possibile arrivare subito a una decisione definitiva, la richiesta è comunque di individuare il soggetto responsabile del passaggio successivo, la documentazione ancora necessaria e una data certa entro cui assumere le decisioni.
Il Comitato propone infine una riunione di verificaentro dicembre 2026, affinché gli impegni non restino soltanto dichiarazioni, ma possano essere valutati sulla base di risultati concreti.
Il territorio attende risposte
Le due lettere non intendono attribuire ai sindaci competenze decisionali che appartengono ad altri livelli istituzionali, ma chiedono che ciascun soggetto eserciti pienamente le proprie responsabilità e che il territorio sia messo nelle condizioni di conoscere decisioni, tempi e prospettive.
La posizione del Comitato è chiara: la tutela della sanità pubblica del Medio Lario richiede un percorso definito, con responsabilità individuate, scadenze verificabili e garanzie sulla continuità dei servizi.
Dopo l’assemblea di ieri sera, la questione resta dunque aperta. Ora si attendono risposte scritte e impegni concreti da parte delle istituzioni coinvolte.
Il futuro dell’ospedale Erba-Renaldi non può restare sospeso nell’incertezza: il territorio ha bisogno di sapere quali servizi saranno garantiti, con quali risorse e in quali tempi.
Manuela Valletti