L’enorme capacità di modificazione del territorio, tipica delle società fortemente industrializzate, gli inconvenienti e i gravi danni derivanti da scelte industriali indifferenti ai principi fondamentali di rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo, rendono necessario oggi più che mai uno sforzo di programmazione dello sviluppo coerente con una corretta e armonica gestione del territorio.
Allo scopo di far fronte a questi problemi si è sviluppata negli Stati Uniti, già a partire degli anni 30, l’Analisi paesaggistica, indirizzata attraverso un dettagliato studio delle componenti fisiche, ecologiche e culturali del paesaggio, a fornire gli strumenti di base per la valutazione della compatibilità di interventi di modifica con lo stato e le vocazioni del territorio interessato.
Anche in Italia esistono leggi per la salvaguardia e la pianificazione del territorio, ricordiamo gli esordi della cosiddetta “Legge Galasso” del 1985.
Con le leggi di “Analisi Paesaggistica” non solo vengono vincolate intere categorie del paesaggio naturale e antropico quali le coste, i corsi d’acqua, i boschi, le zone montuose, le aree archeologiche ecc., ma sono operativi strumenti per la pianificazione del territorio.
Ovvio il riferimento alla possibile installazione di una azienda insalubre a Castiglione ( impianto di betonaggio) di prima classe in un’area dove troviamo un delicato ecosistema idrico, paesaggistico e antropico che diversamente dovrebbe essere tutelato.
Remo C. Egardi