In Italia circa 13 milioni di persone soffrono di insonnia o di disturbi legati al sonno.
In tempi piuttosto recenti andava di moda vantarsi di dormire poco perché, si diceva, tempo perso.
Oggi la ricercaci insegna che dormire troppo poco ha effetti non salutari su corpo e mente. Fortunatamente ci sono metodi efficaci per migliorare la qualità del sonno. Perfino l’alimentazione può avere un ruolo molto importante per un più corretto approccio al sonno.
Utile ricordare che esistono tre tipi di sonno: il sonno leggero, il sonno profondo e il sonno REM. Durante il sonno profondo, il corpo lavora per completare processi vitali di riparazione che potenziano anche il sistema immunitario. Il sonno REM si caratterizza per sogni particolarmente vividi che ci aiutano anche a processare e gestire esperienze negative e brutti ricordi.
La maggior parte delle persone si sveglia 2 o 3 volte nel corso della notte. I più fortunati si addormentano subito, altri possono rimanere svegli fino al mattino con conseguenze su umore e performance fisiche ridotte. La carenza di sonno può aumentare il rischio di obesità, diabete di tipo 2 e comporta spesso sbalzi di umore e ansia.
E’ perciò molto importante conoscere cosa ci fa dormire bene e cosa potrebbe tenerci svegli. Esistono i cosiddetti “rituali del sonno: tisane rilassanti, un buon libro, temperatura ideale nella camera da letto il più possibile ben riordinata. Se possibile evitare discussioni stressanti del dopo cena, ridurre il tempo al pc e alla tv, perché la luce azzurra dei dispositivi inibisce la produzione di melatonina, ormone che regola l’addormentamento.
Per quanto riguarda la cena che predispone a un sonno ristoratore, al netto di persone che dormono otto ore filate anche con polenta e brasato, sono da preferire cibi leggeri facilmente digeribili. Le carni bianche o il pesce con verdure abbondanti o, soprattutto nel periodo invernale, minestre o zuppe con formaggi freschi possono rappresentare una cena ideale per avere un sonno ristoratore .
Giusto per ricordare, le regole del sonno prevedono : durata in relazione anche all’età, intensità con pochi risvegli , ora per coricarsi e ora del risveglio che devono essere più o meno sempre le stesse.
Remo Carlo Egardi