C’erano una volta, nella verde Valle Intelvi, dei grandi e pazienti animali d’acciaio chiamati Corriere. Non erano animali veri, ma autobus blu che ogni giorno e in ogni stagione, salivano e scendevano per i tornanti delle montagne, unendo tutti i paesi della valle come se fossero perline infilate su un unico filo.

Ogni mattina all’alba le corriere si svegliavano nei loro piccoli rifugi, i depositi. Una dopo l’altra, sbadigliavano con il rombo dei motori e accendevano gli occhi—due grandi fari tondi e luminosi. Poi partivano, attraversando boschi, ponti e borghi con la loro andatura regolare come i battiti del cuore della valle.

I passeggeri salivano assonnati: erano mamme e papà che andavano a lavorare a Como, ragazzi diretti a scuola con cartelle piene di libri, nonni che andavano a fare la spesa a Porlezza e fidanzatini che approfittavano del viaggio insieme per scambiarsi un abbraccio. C’era chi parlava con il passeggero che aveva accanto, chi preferiva schiacciare un pisolino e chi dava corpo ai propri sogni mentre la Corriera faceva il suo percorso, tutti peró si affidavano a loro, alle corriere, come ci si affida a una vecchia amica.

Un giorno, una delle corriere più vecchie, che si chiamava Stella per via di una bella stella dipinta sul suo cofano, confidó alle sue amiche di essere stanca e di aver bisogno di un po’ di riposo e magari di una bella revisione. La cosa si venne a sapere e allora gli autisti pensarono di sostituirla con una corriera più giovane, più lucida e magari più silenziosa…. Stella fece subito retro marcia e disse : “Sono lenta e forse faccio un po’ di fumo… ma io conosco ogni curva di questa strada, ogni sguardo dei miei passeggeri, ogni saluto dai balconi e ogni cervo che al mattino mi augura una buona giornata, questa è la mia vita e io voglio restare”.

Quando gli abitanti della valle seppero della fine che volevano far fare a Stella, si radunarono in cima al Monte Crocione, sotto il cielo stellato. Ogni abitante raccontó un aneddoto legato alla vecchia corriera e così si accorsero che lei per loro c’era sempre stata. In coro dissero: “ Le corriere non sono solo mezzi,” dissero, “sono memoria, legame, presenza. Senza di loro, la Valle si dividerebbe in tante realtà isolate e noi questo non lo vogliamo, Stella deve restare!”

Così, dopo quella sera, tutte le corriere continuarono a viaggiare, magari con qualche aggiustamento, qualche parte nuova e più silenziosa, ma nessuna venne dimenticata. Ogni tanto, si può ancora vedere Stella sbucare da una curva, con il suo motore che borbotta come una vecchia nonna che racconta storie e con una luce calda e antica nei fari.

I bambini della Valle sanno che, se ascolti bene durante il viaggio, potresti sentire la corriera raccontare… di piogge e neve, di gite e risate, di mille piccoli viaggi che insieme fanno la grande storia della nostra Valle.

TestoManuela Valletti

IllustrazioneLumen

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