Cosa si studia, quali sono i corsi di laurea in Italia e quali gli sbocchi lavorativi? Le informazioni utili per fare la scelta giusta

Vittoriana Lasorella

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Hai la passione per la natura, per hobby allevi insetti o la domenica guidi il trattore di famiglia? Sei preoccupato per l’aumento della popolazione mondiale, i cambiamenti climatici e la sicurezza alimentare? Allora agraria fa al caso tuo.

Studiare agraria all’università vuol dire imparare a conoscere le piante e le interazioni di queste con l’ambiente, imparare a moltiplicarle, coltivarle, difenderle, alimentarle per poi trasformarle e trarne profitto. È impossibile separare, infatti, il mondo agricolo da quello economico, sociale e politico per questo i piani di studio oggi disponibili delle università di agraria italiane sono sempre più in linea con gli obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile, allo scopo di formare giovani che siano in grado, in futuro, di sviluppare sistemi di produzione degli alimenti più sicuri e nutrienti, a prezzi accessibili per tutti, salvaguardando l’ambiente.In Italia ci sono 53 corsi di laurea triennali (L-25) e 37 corsi di laurea magistrali (Lm-69) (Foto di archivio) Fonte foto: © milanmarkovic78 – Adobe Stock

Forse è anche per questo che agraria è diventata un’università piuttosto gettonata negli ultimi tempi. Leggendo i dati del Ministero dell’Istruzione, Miur, si scopre che dal 2017 i laureati alle triennali di agraria in Italia superano sempre i 2000 all’anno con un picco nel 2019 di 2657 laureati.

In questo articolo sono sintetizzate le informazioni più importanti per chi vuole studiare agraria all’università, per maggiori informazioni si rimanda al tema caldo Università di agraria: conoscerla, iscriversi, studiare dove è possibile trovare anche una serie di testimonianze di ex studenti, ricercatori e docenti universitari.

Quali sbocchi lavorativi?

Fare l’agricoltore è tra i primi lavori inventati dall’uomo. È talmente importante per la sopravvivenza e lo sviluppo della nostra società che nel ventunesimo secolo non possiamo più permetterci di pensare che il lavoro agricolo sia solo quello in campo. Il ventaglio di possibilità è molto più ampio e strettamente legato allo scenario politico, sociale e ambientale.

Gli sbocchi lavorativi sono quindi diversi e comprendono:

  • lavorare in un’azienda agraria e agroindustriale con la possibilità di gestire le varie fasi della filiera produttiva come vendita, trasformazione, confezionamento, certificazione, tracciabilità;
  • lavorare in un’industria produttrice di mezzi tecnici per l’agricoltura (ad esempio concimi e fertilizzanti, semi, macchine, agrofarmaci, ecc.);
  • lavorare in un’azienda zootecnica;
  • lavorare come libero professionista che si occupa di consulenza tecnica nel settore agroalimentare sia pubblico (regioni, province, comuni, consorzi, parchi naturali, ecc.) che privato (studi e società);
  • lavorare come ricercatore o insegnante.

Ognuna di queste attività comprende al suo interno numerosissime specializzazioni e ulteriori sbocchi lavorativi. E perché no, le possibilità aumentano quando ci si mette in gioco e si ha voglia di sperimentare all’insegna dell’innovazione nella propria azienda agricola. Su AgroNotizie le testimonianze di chi l’ha fatto nella rubrica “AgroInnovatori: le loro storie”.

Come è strutturata l’università di agraria e quali sono le lauree triennali e magistrali in Italia

Le università di agraria funzionano secondo il sistema 3+2: 3 anni rappresentano il primo ciclo di studi o laurea triennale (L) a cui si può accedere con il diploma; i successivi 2 anni sono il secondo ciclo di studi o laurea magistrale (Lm) a cui si accede con la laurea triennale.

Il primo ciclo di studi conferisce 180 crediti formativi universitari (Cfu) distribuiti in massimo 20 esami mentre con il secondo se ne acquisiscono 120 con un massimo di 12 esami. I Cfu si ottengono con il superamento degli esami e sono molto importanti per comparare corsi di studio di diverse università italiane ed europee; ogni credito vale 25 ore di lavoro che comprendono lezioni, esercitazioni e lo studio a casa.

Le classi dei corsi di studio (i raggruppamenti di quei corsi di laurea aventi stessi obiettivi formativi qualificanti) che descrivono il percorso di studi in agraria sono principalmente la L-25 e la Lm-69.

Giugno non è troppo presto per pensare all’iscrizione, ma alcune università non hanno ancora pubblicato l’offerta formativa per il prossimo anno. Per farvi un’idea ecco i corsi di laurea in Italia per l’anno accademico 2021/2022.  55 sono i corsi di laurea triennali(L-25) per la maggior parte tradizionali in “Scienze e Tecnologie Agrarie”. Questi sono caratterizzati da una serie di materie fondamentali quali matematica, fisica, chimica e biologia, e da altre dette caratterizzanticome economia ed estimo, agronomia e coltivazioni erbacee, patologia vegetale ed entomologia, ma anche meccanica ed idraulica. A queste materie si aggiungono poi quelle affini o integrative che completano la formazione, come microbiologia, genetica agraria e zootecnia.

In aumento sono i corsi di laurea triennali più specifici tra cui corsi di viticoltura ed enologiaeconomia e marketing del sistema agroindustriale, produzioni sementiere e vivaismoscienze della montagna, o agroingegneria.

Tutti questi corsi di laurea triennale, oltre a dare una buona preparazione generica, formano delle figure professionali che hanno sin da subito la possibilità di entrare nel mondo del lavoro.

corsi di laurea magistrale (Lm-69) sono 38 e permettono di continuare il percorso in Scienze e Tecnologie Agrarie. Alcune magistrali più specifiche, invece, riguardano le scienze enologiche, l’agricoltura sostenibile di precisione o l’imprenditorialità nel sistema agroalimentare. Con questi corsi si assicura una formazione di livello avanzato per poter esercitare attività di elevata qualificazione in ambiti più specifici.

La varietà nei corsi di laurea è data anche dalla presenza in Italia di 10 corsi in lingua inglese di cui 2 L-25 e 8 Lm-69. In questo caso lezioni ed esami si svolgono completamente in inglese, il che è una grande opportunità per tutti coloro che vogliono continuare gli studi o lavorare all’estero ma anche per chi dall’estero giunge in Italia per studiare, rendendo sempre più internazionali i campus universitari. Un cambiamento inevitabile visto che nel mondo scientifico gli articoli di aggiornamento sono quasi tutti in lingua inglese.

Come iscriversi all’università di agraria

Due miti da sfatare prima di decidere di iscriversi: no, non solo chi ha fatto agraria alle superiori può iscriversi a questa università e no, l’università di agraria non è per soli uomini. Non importa se non si possiede un’azienda di famiglia o se non si ha fatto l’istituto tecnico, i primi anni si parte da zero per tutti con le materie scientifiche di base; l’importante è fare ciò che si vuole fare con passione e motivazione.

La percentuale di donne iscritte, invece, è aumentata negli anni e sempre più donne lavorano nel mondo dell’agricoltura. Nel 2021 su 2217 laureati in agraria alle triennali 619 sono donne mentre alla magistrale 366 su un totale di 1111 laureati (dati Miur).

Universitaly e Almalaurea sono due siti che possono aiutare nella scelta del corso di laurea giusto insieme al sito specifico di ogni facoltà. Inoltre, molte università organizzano dei momenti dedicati all’orientamento come open day, lezioni e esercitazioni, scuole estive o conferenze.

La maggior parte dei corsi di laurea triennali richiede un test d’ingresso i cui quesiti riguardano le materie di base (biologica, chimica, fisica e matematica), domande di logica e ragionamento comprensione della lingua inglese. Gli obblighi formativi aggiuntivi (Ofa) sono assegnati a chi supera il test d’ingresso ma con alcune lacune nelle materie scientifiche: possono quindi immatricolarsi ma dovranno svolgere delle attività di recupero obbligatorie.

Dopo l’immatricolazione è il momento di pagate le tasse universitarie, con modalità e scadenze diverse a seconda dell’ateneo e del corso di laurea. Le regioni e le provincie autonome ogni anno fanno uscire un bando per l’ottenimento della borsa di studio, un aiuto economico che si basa sui requisiti relativi alla sola condizione economica a cui però si può aggiungere anche il merito se si tratta di una borsa di studio erogata dal singolo ateneo.

Chi, per impegni lavorativi o familiari o per motivi di salute, può dedicare allo studio una parte ristretta del proprio tempo può scegliere l’iscrizione a tempo parziale. In questo caso la retta universitaria è ridotta ma gli anni di studio raddoppiano.

Altre cose utili da sapere: non solo teoria

Le lezioni sono per lo più di tipo frontale ma lo studio non è solo teorico per fortuna. Ci sono diverse opportunità per mettere in pratica ciò che si è studiato: esercitazioni, laboratori, gite, tirocini ed Erasmus.

Esercitazioni, laboratori e attività esterne possono essere di vario tipo e generalmente sono associate alle lezioni delle materie caratterizzanti o integrative. Ad esempio, durante le lezioni di entomologia si possono osservare gli insetti al microscopio o preparare una cassetta entomologica; le esercitazioni pratiche di malerbologia spesso consistono nel riconoscimento e nel monitoraggio in campo delle piante infestanti o nella creazione di un erbario; durante le esercitazioni di meccanica in pieno campo, si osservano le macchine operatrici e i trattori in funzione; durante le esercitazioni di genetica ci si può esercitare in laboratorio, per esempio, con l’estrazione del Dna. Le gite, invece, sono generalmente organizzate presso aziende e campi sperimentali.
 
Il tirocinio permette allo studente di entrare a contatto con il mondo del lavoro. Lo studente lavora per diversi mesi presso un ente o un’azienda convenzionata con l’università e al termine gli vengono riconosciuti dei Cfu. Il tirocinio può essere obbligatorio o facoltativo, generalmente ad agraria è obbligatorio alla triennale e facoltativo alla magistrale, ma rimane un’ottima occasione per approfondire e amplificare le conoscenze in ambiti specifici.

Le summer e le winter school sono dei programmi organizzati dall’università che prevedono l’erogazione di corsi estivi o invernali su argomenti specialistici o di ripasso e in cui si dà molto spazio alle esercitazioni pratiche o alle visite in azienda, si incontrano colleghi di altre università e si toccano con mano le realtà pratiche.

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Anche l’Erasmus è una di quelle esperienze da non perdere, un programma che permette agli studenti europei di frequentare per un certo periodo di tempo un’università di un altro Stato europeo. Grazie all’Erasmus si può imparare una nuova lingua o migliorarla; chi l’ha vissuta la descrive come un’esperienza insolita che aiuta a crescere e ad ampliare la propria visione del mondo.

Fonte: AgroNotizie

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