Favola dedicata ai bambini della Valle Intelvi

Tanto tempo fa, quando la Valle Intelvi era ancora nascosta tra nebbie di magia e profumi di farina di castagne, il fiume Telo scorreva cantando. Da Cima Orimento scivolava giù dai monti con un mormorio dolce, sfiorando radici di faggi e abbeverando cervi e caprioli.

Lungo il suo cammino, come sentinelle silenziose, si allineavano i mulini, costruiti in pietra viva, con grandi ruote di legno che giravano senza sosta. Ogni mulino aveva un nome, una voce e un cuore.

Il Mulino di Castagne, ad esempio, era robusto e profumava d’autunno. Macinava le castagne raccolte nei boschi dorati, trasformandole in una farina sottile che profumava di bosco e leggende.

Il Mulino del Grano, invece, cantava canzoni di sole e di estate. Ogni volta che girava la ruota, faceva volare nell’aria una nuvola bianca, leggera come neve.

Il fiume Telo li conosceva tutti, li accarezzava con la sua acqua e raccontava loro i segreti dei monti della Valle e delle aquile che volavano alte sopra le loro cime. Di notte, quando tutto taceva, i mulini parlavano tra loro, raccontandosi la loro giornata, parlavano dei contadini che portavano i sacchi sulla schiena, delle mamme che cuocevano il pane nei forni a legna, dei bambini che ridevano inseguendo farfalle lungo il fiume.

Un giorno però, accadde qualcosa di strano.

Il fiume Telo smise di cantare.

Le sue acque erano ancora limpide, ma scorrevano silenziose e tristi. Gli animali lo notarono. Gli uccellini non si specchiavano più sulla sua superficie, le volpi avevano smesso di fermarsi a bere, e perfino il vento sembrava voler rispettare quel silenzio e si dirigeva altrove.

Fu allora che i mulini, uno dopo l’altro, iniziarono a parlottare tra loro:

— Forse il fiume è stanco… — disse il Mulino delle Castagne.

— O forse si sente dimenticato — sospirò il Mulino del Grano.

In effetti, da tempo nessuno portava più sacchi ai mulini, nessun bambino veniva ad ascoltare il rumore delle pale e nessuna donna raccoglieva l’acqua nel secchio. Il Telo si sentiva solo e dimenticato.

Fu il piccolo Carlo, un bimbo curioso con occhi color nocciola e una cicatrice a forma di foglia sulla fronte, a sentire quel mormorio durante una passeggiata con il nonno.

Il nonno gli parlò dei mulini:

— Quando ero piccolo, Carlo, qui si sentiva il suono del pane che nasceva, delle castagne che diventavano dolci e della farina che parlava.

Gioele ascoltò con attenzione e poi, con una scintilla negli occhi, chiamò tutti i suoi amici. Insieme, costruirono un piccolo sentiero tra i mulini, li pulirono dalle foglie e li decorarono con fiori di campo. Il giorno dell’inaugurazione, portarono cesti di castagne, chicchi di grano e fecero festa.

Il fiume Telo tornò a cantare.

E da allora, ogni anno, in primavera, i bambini della Valle Intelvi organizzano la Festa dei Mulini, in cui si raccontano fiabe, si cuoce il pane su pietra calda e si ascoltano le voci del fiume che scorre felice, tra storia e incanto.

Scritto Manuela Valletti

Illustrazione Lumen

Indice di tutte le favole

Di VALLE INTELVI NEWS

Giornale con notizie della Valle Intelvi ma con uno sguardo attento sul mondo