Una favola per i piccoli della Valle Intelvi
Sul Monte Bisbino, dove le nuvole si fermano a riposare e l’aria profuma di libertà, viveva un tempo un uomo gentile che amava i suoi cavalli più di ogni altra cosa al mondo . Erano cavalli avellignesi, dal manto color miele e dalla criniera d’oro, forti come il vento e docili come il sole d’autunno. Ogni mattina l’uomo parlava con loro come fossero amici, e loro, pur in silenzio, lo capivano perfettamente.
Quando il buon uomo lasciò questa terra, i suoi cavalli si fermarono a lungo davanti alla sua casa, come in attesa del ritorno del loro amato padrone, ma visto che non tornava cercarono di sopravvivere come meglio potevano e si avventurarono sulla montagna. Il vento gelido del Bisbino, che tutto ascolta, sentì il loro nitrire disperato e portò la loro storia oltre confine, fino a un gruppo di persone dal cuore grande che decisero di aiutarli. Le persone si innamorarono degli splendidi cavalli e decisero di adottarli, per farlo fecero una associazione animalista.
L’Associazione era Svizzera e si adoperò per condurre i cavalli sul Monte Generoso, i pascoli e i profumi dell’alta montagna li aiutarono a ritrovare la loro armonia. Il problema vero però era l’inverno, i cavalli avevano bisogno di un riparo per poter sopravvivere. Il Comune di Lanzo d’Intelvi offri ai Bisbini (così ormai li chiamavano tutti) un grande spazio erboso e un tendone enorme che li avrebbe ospitati al rientro del pascolo, in autunno.
I cavalli si adattarono molto bene alla loro nuova situazione, si godevano splendide estati in alta montagna e sembravano volare sugli zoccoli quando raggiungevano il Monte Generoso: tra i pascoli verdi e i fiori selvatici, correvano liberi, con la criniera al vento e il cielo come compagno di giochi.
Da quel primo incontro dei Bisbini con la Valle trascorsero dieci anni felici e col passare del tempo accadde una cosa tenera e silenziosa: alcuni cavalli, ormai più anziani, non riuscivano più a salire fino ai pascoli in alta montagna e restavano nel loro rifugio invernale anche con la bella stagione e si limitavano a camminare lentamente nel loro enorme recinto. Ma non erano ne soli, ne tristi…I bambini di Lanzo andavano a trovarli ogni giorno e portavano loro carezze, parole gentili e anche se non si potrebbe… qualche pezzettino di mela nascosto nelle tasche.
Quei vecchi cavalli diventarono i più amati. Avevano negli occhi la memoria del vento e dei pascoli, e trasmettevano ai piccoli amici frammenti della loro meravigliosa libertà, i bimbi li ascoltavano estasiati. La loro storia era entrata nei cuori, come una favola che non si dimentica più.
Ora, quando all’inizio dell’autunno si vede una fila di cavalli scendere a valle con la criniera al vento, sembra che anche il monte trattenga il respiro, per non disturbare quella bellezza antica che cammina libera sul confine tra cielo e terra.
testo Manuela Valletti
Illustrazioni Lumen