Negli ultimi anni il nome Como Acqua S.r.l. è diventato familiare ai cittadini della Valle Intelvi: compare sulle bollette, nelle comunicazioni ufficiali e sempre più spesso nel dibattito pubblico sulla qualità dell’acqua. Ma chi è realmente Como Acqua e chi prende le decisioni?

Una società pubblica composta dai Comuni

Como Acqua non è una società privata. È una società totalmente pubblica, partecipata dai Comuni della provincia di Como.

Questo significa che i soci della società sono gli stessi Comuni, rappresentati direttamente dai loro sindaci. In altre parole, i sindaci fanno parte dell’assemblea dei soci e partecipano alle scelte strategiche della gestione dell’acqua sul territorio provinciale.

La gestione non è quindi esterna alle amministrazioni locali: è una gestione associata, nella quale i Comuni hanno deciso di unire competenze e risorse affidando il servizio idrico a un unico soggetto.

Perché è nata

La creazione di Como Acqua deriva dalle normative nazionali che hanno imposto il superamento delle piccole gestioni comunali dell’acqua, considerate troppo frammentate per sostenere:

• investimenti sulle reti,

• adeguamenti sanitari sempre più rigorosi,

• manutenzioni complesse e costose.

L’obiettivo dichiarato era creare un gestore unico provinciale capace di programmare interventi su scala più ampia.

Chi decide e chi controlla

Il sistema funziona su più livelli.

Gestione operativa

• affidata a Como Acqua S.r.l., che si occupa di acquedotti, depurazione, manutenzione e fatturazione.

Indirizzo e controllo territoriale

• esercitati dall’assemblea dei Comuni soci, composta dai sindaci.

Programmazione del servizio

• affidata all’Ufficio d’Ambito della Provincia di Como, che definisce investimenti e obiettivi.

Regolazione nazionale

• stabilita da ARERA, che determina criteri tariffari e standard di qualità.

Controlli sanitari

• effettuati da ATS Insubria, responsabile delle verifiche sulla potabilità dell’acqua.

Cosa significa per i cittadini

In pratica, l’acqua non è più gestita dal singolo Comune ma da una società provinciale di proprietà dei Comuni stessi, attraverso i loro sindaci.

Questo modello dovrebbe garantire maggiore capacità tecnica e investimenti più consistenti, ma comporta anche una gestione più distante dal livello locale rispetto al passato, quando ogni acquedotto era direttamente comunale.

Comprendere questa struttura è essenziale: quando si parla di Como Acqua, non si parla di un ente estraneo al territorio, ma di una società pubblica governata dagli stessi enti locali che rappresentano i cittadini.

L’acqua non è soltanto una voce in bolletta: è salute, territorio e fiducia nelle istituzioni. E quando i cittadini chiedono risposte, non stanno contestando un’azienda lontana, ma un sistema pubblico di cui fanno parte gli stessi Comuni che li rappresentano.

Capire chi gestisce l’acqua significa capire chi decide per una comunità. E in una valle abituata a conoscere le proprie sorgenti, la trasparenza non è una richiesta straordinaria: è semplicemente buon governo.

Tommaso Guidi

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