A meno di due settimane dall’inizio delle corse, la località varesina a pochi chilometri dalla Svizzera ha registrato 400-500 visite al giorno nel fine settimana seguente a Ferragosto. Una grande soddisfazione per i locali e l’associazione Monteviasco borgo e natura che non ha mai smesso di crederci.

Ha riaperto da poco più di una settimana e ha già avuto un grande successo. Stiamo parlando della funicolare di Monteviasco che ha ripreso il servizio dopo ben sette anni in cui il paesino del Varesotto, a pochi chilometri dal confine elvetico, è rimasto isolato dal resto del mondo.

Nel borgo vivono in maniera permanente solo cinque persone, mentre una sesta alterna la residenza a Monteviasco con un’altra a valle. Ci sono però decine di “montini” che salgono in paese con regolarità nei fine settimana e durante le vacanze.

Dalla fine del 2018, tutti loro hanno potuto raggiungere l’amata destinazione unicamente percorrendo una mulattiera composta da 1’400 gradoni in sasso. Il motivo di questo isolamento è da ricondurre a un tragico incidente avvenuto nel novembre di quell’anno, quando il manutentore della funivia in partenza da Piero ha perso la vita stritolato dal macchinario che gestiva. Da allora, la ricerca di un sostituto si è fatta ardua. Fino ad oggi.

Prime corse il 10 agosto

Domenica 10 agosto, alle 9 del mattino la storica funivia di Monteviasco ha infatti ripreso a funzionare sotto la gestione di ATM (Azienda trasporti milanesi), a seguito della gara indetta nella primavera scorsa dall’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale del bacino di Como, Lecco e Varese.

Completati i collaudi e ottenute tutte le autorizzazioni necessarie, l’impianto sarà ora attivo tutti i sabati, le domeniche e i festivi dalle ore 10 alle ore 18 con corse ogni 15 minuti.

“La riapertura della funivia – si legge in una nota di ATM – rappresenta un passo importante per la valorizzazione del territorio e per il rilancio turistico della zona, offrendo un mezzo di trasporto sostenibile e panoramico per raggiungere uno dei borghi più affascinanti della Lombardia”.

“Non è la funivia a ridarci vita”

Ma guai a dire che Monteviasco, ora, tornerà a vivere. “Non è la funivia a ridarci vita, ma sarà lei ad aiutarci per continuare a fare tutto quello che abbiamo in mente per il futuro”, afferma il presidente dell’associazione Monteviasco borgo e natura Marco D’Agostino.

Sono molte le persone legate a questo cumulo di case abbarbicato a 1’650 metri di altitudine che si sono impegnate nel corso di questi sette anni, con autorità e aziende di trasporto, affinché il progetto di reintrodurre una funivia a Monteviasco non cadesse nel dimenticatoio. E ora, ci conferma D’Agostino, in paese c’è un’euforica aria di festa.

Marija Alberti-Miladinovic

Di VALLE INTELVI NEWS

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